viernes, 13 de diciembre de 2013

Messaggio del Papa per la pace: riscoprire la fraternità in famiglia, nell'economia e nel rapporto tra i popoli

Senza fraternità è impossibile costruire una società giusta e una pace solida e duratura. E’ quanto sottolinea Papa Francesco nel suo primo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, pubblicato oggi. Tema del documento è “Fraternità, fondamento e via per la pace”. Il Papa leva, anche, un appello vibrante affinché quanti seminano violenza e morte rinuncino alla via delle armi e una denuncia contro la corruzione e il crimine organizzato. Il servizio di Alessandro Gisotti:

“Rinunciate alla via della armi e andate incontro all’altro con il dialogo, il perdono e la riconciliazione per ricostruire la giustizia, la fiducia e la speranza intorno a voi”. E’ il pressante appello che, nel suo primo Messaggio per la Giornata della pace, il Papa rivolge a “quanti con le armi seminano violenza e morte”. E aggiunge: “Riscoprite in colui che oggi considerate solo un nemico da abbattere il vostro fratello e fermate la mano!”. Dal Pontefice, che auspica dunque una “conversione dei cuori”, anche un forte appello per il “disarmo da parte di tutti, a cominciare dal disarmo nucleare e chimico”. Anche perché, rileva con amarezza, “finché ci sarà una così grande quantità di armamenti in circolazione”, “si potranno sempre trovare nuovi pretesti per avviare le ostilità”.

Architrave del documento pontificio è la fraternità, “dimensione essenziale dell’uomo”, scrive il Papa, senza la quale, “diventa impossibile la costruzione di una società giusta” e di “una pace solida e duratura”. E subito precisa che “una fraternità priva del riferimento ad un Padre comune, quale suo fondamento ultimo, non riesce a sussistere”. Una “vera fraternità tra gli uomini – ribadisce – suppone ed esige una paternità trascendente”. La radice della fraternità, si legge ancora nel Messaggio, “è contenuta nella paternità di Dio”, una “paternità generatrice di fraternità” che trasforma la nostra esistenza. Al riguardo, il Papa indica come il racconto di Caino e Abele insegni che “l’umanità porta inscritta in sé una vocazione alla fraternità, ma anche la possibilità drammatica del suo tradimento”. 


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